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Cenni su Lumezzane

Alcuni dati sulla cittadina di Lumezzane

La Città di Lumezzane

Il 3 ottobre 2012, con la cerimonia di conferimento del Titolo da parte del Prefetto di Brescia, è giunto a conclusione l’iter iniziato allorquando il Consiglio Comunale di Lumezzane aveva dato mandato al Sindaco di inoltrare, al Presidente della Repubblica, la richiesta di concessione del titolo onorifico di Città al nostro Comune. Decisivo per l’assegnazione dell’onorificenza, è stato il riconoscimento dell’importanza socio-economica che il Paese ha avuto, sin dalla sua costituzione, grazie all’operosità e generosità della sua gente, spesso distintasi nel mondo imprenditoriale, ma anche in quello sociale e culturale.

Toponomastica

Il Comune di Lumezzane nasce con Regio Decreto del 4 dicembre 1927; il toponimo risale però ad epoca medioevale: la tesi più accreditata lo fa risalire al basso latino rustico “medius” che significa intermedio. Le “medane” sono l’indicazione più chiara dell’etimologia di questo nome, “mezzane” e “mezzanini” sono infatti quegli anfratti o pozze di acqua stagnante che bagnano il paese. A Lumezzane queste “metianae” sono state imbrigliate e condotte, in modo da costituire la primitiva forza motrice di molteplici attività produttive. 

Origini

Il primo popolamento della valle si verifica in epoca romana nella zona di Sonico (“Summus Vicus”), località della frazione di S. Apollonio, che ospita i primi colonizzatori dediti all’agricoltura, alla pastorizia ed alla caccia. La presenza romana è ampiamente documentata anche da cinque iscrizioni presso la chiesa della Pieve: di esse solo una è tuttora esistente nel Museo romano di Brescia, mentre delle altre sono stati conservati i testi. L’opera più importante che riconduce a tale presenza è rappresentata dall’acquedotto lumezzanese, che per secoli ha alimentato Brescia, iniziato da Augusto e terminato sotto l’impero di Tiberio.

Vicende storiche

Dopo il periodo del dominio longobardo, testimoniato dal rinvenimento dei resti di una tomba nei pressi della Pieve, il territorio passa sotto la giurisdizione del vescovo di Brescia. Dal XI secolo, l’evoluzione demografica, sociale ed economica diviene più solida e si delinea la caratteristica dei poli urbanistici: a Pieve si concentrano le “ferrarezze”, cioè le officine degli artigiani del ferro, a S. Apollonio i lanaioli ed a Premiano i contadini veri e propri. Per secoli la valle “de limesani” costituisce un’unità derivante dal “pago” romano e dalla piccola pieve cristiana, con la stessa identità politico amministrativa e tale rimane fino al XVI secolo. Lumezzane continua a gravitare sulla Città di Brescia, mantenendosi indipendente dalla Valtrompia fino a far quadra (quartiere) nel 1427. Nello stesso anno la Repubblica Veneta assegna a Pietro Avogadro, benemerito della Repubblica, “il luogo delle mezzane”, con giurisdizione civile e penale sulla valle. La fedeltà alla Repubblica Veneta dimostrata in varie occasioni da Pietro Avogadro e dai suoi discendenti, fa si che Venezia confermi più volte i privilegi feudali loro concessi nel 1427. Importante testimonianza dei rapporti intercorsi tra il feudo degli Avogadro e le autorità della Serenissima, è costituita dai documenti custoditi presso l’archivio Territoriale Veneto. Nel 1555 la valle di Lumezzane viene separata dalla città e distretto di Brescia e, su richiesta degli Avogadro, dichiarata esente da tasse e tributi. A seguito della rivoluzione giacobina del 1797 il feudo lumezzanese termina la propria esistenza e del complesso rimase solo il Torrione; in questa fase nel comune subentra una grave crisi economica e sociale dalla quale la popolazione esce non prima dell’inizio del novecento, secolo che segna l’inizio di una nuova, crescente ripresa socio-economica per il paese. Enorme è lo sviluppo dagli anni ’50; la popolazione è triplicata e si costruiscono acquedotti, strade e viadotti; l’intensa crescita economica suscita l’attenzione di esperti che definiscono il comune “Giappone d’Italia” e “terra di imprenditori”.

Testimonianze storiche

Tra le maggiori opere di rilevanza artistica si segnalano la Torre Avogadro, costruita su una preesistente torre quattrocentesca, con la funzione di controllo del feudo, ristrutturata nel 1706, attualmente sede di mostre d’arte; la fontana Buccelleni; la Pieve di S. Giovanni Battista, il più antico edificio sacro della valle, costruita nel XII secolo su un’edicola romana, ricca di epigrafi, al cui fianco sorge il cimitero della “Scola del Corpus Domini”, successivamente trasformato in battistero. Tra gli edifici sacri di maggior rilievo spiccano la chiesetta di San Bernardo con l’eremo, risalente al XVI secolo, all’interno della quale, nel corso di un recente restauro, è stato rinvenuto un affresco della scuola cinquecentesca; la chiesa di San Sebastiano originariamente edificata nel 1685, ricostruita ed ampliata nel 1957; la chiesa di S. Apollonio del 1673, che conserva pregevoli opere del XVII secolo.

Economia

L’economia di Lumezzane, originariamente basata sull’agricoltura va con il tempo potenziando la propria sfera di produttività e con l’arrivo della corrente elettrica nel 1907, prende avvio uno sviluppo assai significativo dell’attività industriale che renderà il paese un polo industriale di grandissimo livello. Nel periodo post bellico, in particolare, data la necessità di convertire la produzione, si passa alla produzione di posateria e rubinetteria. Lumezzane diventa in questi settori il cuore di un distretto industriale di rilevanza prima provinciale e regionale, poi nazionale e internazionale. Negli anni cinquanta lo sviluppo tecnologico viene accolto a braccia aperte, sviluppato e utilizzato in maniera concreta ed efficace. L’avvento delle macchine per la pressofusione ha comportato uno sviluppo senza pari sia nella quantità che nelle modalità di produzione dei manufatti tipici della filiera produttiva di Lumezzane.

Servizi e luoghi della cultura

Nel comune sono presenti tutti i servizi necessari per i bisogni della popolazione: scuole di ogni ordine e grado, servizi socio-sanitari, impianti sportivi per svariate discipline, una rete diffusa e funzionale di volontariato sociale, con presenza numerosa di associazioni sportive, comunità riabilitative ed assistenziali. Oltre alla già citata Galleria Civica di Torre Avogadro, animano la vita culturale della Città, il Teatro Odeon Giacinto Prandelli, un’eccellenza assoluta del territorio, con una stagione di prosa fra le più ricche e interessanti del panorama provinciale, l’Osservatorio Astronomico Serafino Zani sito sul Colle San Bernardo e il relativo planetario ubicato invece nel centro abitato. Ancora, la “Lumeteca”, edificio polifunzionale sede della Biblioteca Felice Saleri, dell’hub tecnologico e della sala del Consiglio comunale.  


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